C’è un bel problema per la maggior parte delle aziende italiane: la stragrande maggioranza ha avviato (o dice di averlo fatto) la trasformazione digitale 4.0 ma non riescono ad assumere lavoratori con profili specifici, perché non esiste un processo di formazione realmente professionale all’interno delle università o negli iter formativi proposti.

Parliamo di 150-200.000 posti in rapida crescita. Posti non “sostituibili”, ovvero non rimpiazzabili da figure generiche, che brucia migliaia di opportunità.

Considerando che si stimi, nell’imminente futuro (parliamo di 1-2 anni), la scomparsa del 10% delle professioni così come le conosciamo, si è certi che il 100% di queste verrà trasformato!

Alcune iniziative sono state avviate, è notizia di questi giorni l’accordo della IBM con diverse università per affiancare la preparazione degli studenti con la creazione di nuove lauree specialistiche (ancora??), corsi di dottorato e Mba.

Tutto bello.

Nella speranza che aziende, università ed istituzioni collaborino a questo tipo d’iniziative e non mandarle alla deriva come (quasi) sempre accaduto in Italia…anche perché si tratta di perdere competitività, efficienza, produttività e posti di lavoro, non proprio un buco nell’acqua per tempi ed ambizioni di uno stato in “crescita”.